Accumuli per il fotovoltaico: in Italia proposti da un installatore su tre

In Italia un installatore di impianti fotovoltaici su tre nel corso dell'anno inizierà ad offrire anche sistemi di accumulo, mentre in Germania, grazie all'incentivo, li propongono già in due su tre. Un'indagine EuPD Research.

20/03/2014
Accumuli per il fotovoltaico: in Italia proposti da un installatore su tre

In Italia un installatore di impianti fotovoltaici su tre ha intenzione di iniziare nel corso dell'anno a proporre i sistemi di accumulo. Anche in Gran Bretagna il mercato delle batterie per il FV sta per partire, mentre in Germania, grazie all'incentivo statale, la stagione degli accumuli è già iniziata: li offrono già due terzi degli installatori. Sta dunque timidamente nascendo un mercato europeo degli accumuli.

E' quanto emerge da un'indagine della società di consulenza EuPD Research nella quale si sonda la situazione nei mercati più promettenti del vecchio continente da questo punto di vista: oltre a Germania, Italia e Regni Unito, ci sono anche Francia, Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo.

Il laboratorio da questo punto di vista come noto è la Germania. Il paese, che ha più di 1 milione di impianti fotovoltaici in esercizio, in gran parte con taglia inferiore a 30 kW, da quasi un anno ha messo in campo un incentivo per i sistemi di storage: si rimborsa il 30% del costo di un sistema di accumulo e viene erogato un finanziamento a tasso agevolato fino al 100% del costo dell’investimento complessivo (vedi qui). Qui, come detto, già due installatori di impianti fotovoltaici su tre offrono sistemi di accumulo.

Se la Germania è un passo avanti, le batterie per il FV potrebbero diffondersi presto anche in altri Paesi: Italia e Regno Unito, secondo EuPD Research, sono i mercati più promettenti; entrambi con un terzo degli installatori intervistati che prevede di iniziare a installare sistemi di accumulo nell'anno in corso. Statico invece il mercato francese, frenato da costi dell'elettricità retail relativamente bassi, mentre i paesi del Benelux non hanno ancora domanda per i sistemi di accumulo ma potrebbero averla in futuro, dato che le bollette elettriche sono piuttosto salate ed esieste una notevole diffusione di piccoli impianti FV su tetto.

L'energy storage, spiegano da EuPD, avrà un ruolo sempre più importante sia nel sistema elettrico che come fonte di valore aggiunto per installatori e industria del fotovoltaico. La strada è segnata: i costi caleranno e i tagli agli incentivi renderanno sempre più importante massimizzare l'autoconsumo. Non mancano però gli ostacoli: i prezzi sono ancora troppo alti per una diffusione significativa senza incentivi, ci sono incognite sull'evoluzione delle tecnologie e molto dipenderà da come i diversi paesi sceglieranno di regolare l'autoconsumo, un fronte di incertezza particolarmente sentito anche in Italia, dove l'Autorità da tempo preme affinché anche sull'energia autoconsumata vengano pagati gli oneri di rete e/o di sistema.

Insomma, il 2014 potrebbe essere l'anno in cui in Italia parte il mercato degli accumuli domestici. Abbiamo visto come l'interesse verso questo componente nel nostro paese sia altissimo e come qualche pioniere si stia già muovendo. Nell'anno in corso si dovrebbe andare verso uno sblocco della situazione, dato che, come abbiamo raccontato, il quadro normativo ha fatto veloci progressi e dovrebbe essere completato a brevissimo.

Dal punto di vista economico, come dimostrano le nostre simulazioni, il FV con batteria non è ancora conveniente rispetto al FV “semplice”, ma, grazie anche alle detrazioni fiscali del 50%, i tempi di rientro sono già accettabili: un accumulo da 5,5 kWh abbinato a un impianto da 3 kW si ripaga in circa 10 anni e nell'arco dei 20 anni dà un risparmio, al netto delle spese, di oltre 14.600 euro, con un ritorno dell'investimento annuo del 5,2%, un IRR dell'8% e un VAN al tasso del 2% che arriva a 19.800 euro.

Secondo questi valori un po' di domanda potrebbe allora già esserci, spinta magari anche dal desiderio di rendersi indipendenti e di stipulare una sorta di assicurazione sull'energia, mentre il mercato potrebbe decollare veramente quando scenderanno i prezzi delle batterie, previsti in calo del 30-50% nei prossimi 3-4 anni. Staremo a vedere.

(Articolo a cura di Qualenergia.it)