Ecco perché l'Italia deve credere alla geotermia a bassa entalpia

La geotermia a bassa entalpia potrebbe fare molto per ridurre il fabbisogno energetico del patrimonio edilizio italiano. Ma nella Strategia Energetica Nazionale non vi si accenna nemmeno e il nuovo conto energia termico ha deluso gli operatori del settore. Quali sviluppi per questa tecnologia? Ne parliamo con Fabio Roggiolani di GIGA.

15/01/2013
Ecco perché l'Italia deve credere alla geotermia a bassa entalpia

La geotermia a bassa entalpia, cioè il sistema di climatizzazione degli edifici che sfrutta lo scambio termico con il sottosuolo superficiale per mezzo di una pompa di calore, potrebbe fare molto per ridurre il fabbisogno energetico del patrimonio edilizio italiano, oltre che le bollette dei cittadini. Ma nella Strategia Energetica Nazionale non si accenna nemmeno a questa tecnologia e gli incentivi previsti dal nuovo conto energia termico deludono gli operatori del settore. Ne parliamo con Fabio Roggiolani di GIGA (Gruppo Informale per la Geotermia e l'Ambiente).

Roggiolani, che potenziale ha la geotermia a bassa entalpia in termini di risparmio energetico per l'edilizia italiana?
Ha una potenzialità straordinaria perché questa tecnologia si può applicare a qualsiasi latitudine, in qualsiasi luogo e situazione e soddisfa sia il fabbisogno di riscaldamento nel periodo invernale sia quello di raffrescamento nel periodo estivo. È anche l'impianto più semplice da gestire in termini di manutenzione e permette di rinunciare completamente al gas.

Non ci sono tipi di suolo che impediscono la geotermia a bassa entalpia?
Non è adatta alle zone in cui è presente gas radon, nelle quali può facilitare l'emersione della radioattività, ma parliamo di zone limitate; in generale è applicabile dappertutto.

Perché dunque è ancora così poco diffusa?
Finora era conveniente solo abbinata al riscaldamento a pavimento, per cui era un'opzione impraticabile se non nei casi di ristrutturazioni importanti. Oggi invece grazie alle pompe di calore a fan coil, cioè a elettro-ventilazione, la geotermia a bassa entalpia è adatta a molte più situazioni. Ovviamente le pompe di calore hanno bisogno di energia elettrica per funzionare, ma, tenendo conto anche di questo, la spesa complessiva è meno della metà rispetto a un analogo riscaldamento a metano.

Interessante sembra essere anche la combinazione con il fotovoltaico ...
Certo, e ancora più conveniente sarà in un'ottica di fotovoltaico post-incentivi, quando sarà sempre più importante consumare l'energia prodotta: già ora la pompa di calore permette di massimizzare l'autoconsumo, poi con la diffusione dei sistemi di accumulo si potrà utilizzare l'energia del fotovoltaico per far funzionare la pompa anche di notte.

Ci sono diverse tecnologie in gioco quando si parla di geotermia a bassa entalpia. Quali sono più adatte a quali situazioni?
Innanzitutto va premesso che quando si progetta un impianto geotermico è fondamentale fare anche un po' di riqualificazione energetica dell'edificio: solo così si ottiene il vantaggio massimo. La tecnologia preferibile è poi quella più propriamente geotermica, che scambia il calore della terra attraverso un liquido in un circuito chiuso: la tecnologia che scambia l'acqua al di fuori del circuito è consigliabile solamente qualora si sia in presenza di campi di acqua calda. In una situazione normale, manomettere l'equilibrio terrestre estraendo acqua è un errore.

Quali sono i costi degli impianti?
La geotermia ha un costo d'impianto superiore agli impianti tradizionali. Mediamente il doppio. La posa in opera delle sonde ha infatti un costo rilevante. Per tutto l'impianto, per un appartamento di media grandezza, ci si aggira sui 20-25mila euro tutto compreso, per avere sia riscaldamento che acqua calda. Il discorso è diverso se si costruisce un palazzo nuovo dotandolo da subito di un impianto di geotermia a bassa entalpia, come in diverse zone della Toscana si sta già facendo. In questo caso il costo delle sonde praticamente si azzera, dato che sono realizzate in coincidenza con le fondazioni, e la tecnologia diventa così estremamente competitiva.

Come valutate l'incentivo alla geotermia contenuto nel cosiddetto 'conto energia termico'?
Il conto energia termico di fatto ha preso in giro la geotermia. Le tariffe per questa tecnologia sono semplicemente ridicole per cui non le teniamo nemmeno in considerazione. D'altra parte questo Governo ha scritto la Strategia Energetica Nazionale dimenticandosi completamente dell'esistenza della geotermia.

Cosa chiedete come GIGA per sostenere in maniera adeguata la geotermia a bassa entalpia?
Innanzitutto occorre che, in tutta Italia, impiantare sonde geotermiche senza scambio di acqua non richieda nessuna autorizzazione, sia un'attività libera per la quale basti una comunicazione di inizio lavori. Queste sonde infatti non modificano in alcun modo l'equilibrio terrestre, in certe province invece ci sono ancora normative assurde per cui le autorizzazioni per una sonda geotermica sono le stesse che per realizzare un pozzo. Cosa assurda perché la geotermia a bassa entalpia a ciclo chiuso, al contrario del pozzo, non comporta emungimento d'acqua, bensì ha lo stesso impatto del piantare un palo sotto terra e dunque dovrebbe essere subordinata a un iter burocratico simile. Secondo elemento, tutte le nuove costruzioni dovrebbero essere obbligate a installare sonde nel momento in cui si realizzano le fondamenta: il costo è praticamente nullo e in questo modo gli edifici sarebbero predisposti per la geotermia. Quanto agli incentivi, il contributo previsto dal conto termico per essere adeguato dovrebbe essere erogato per 5 anni, non per 2 come previsto. A noi comunque interessa di più che si stabilizzi e si mantenga la detrazione fiscale del 55%: questo darebbe al settore la sicurezza necessaria a programmare gli investimenti su tempi adeguati.

Ci dica qualcosa della filiera: è abbastanza sviluppata in Italia?
Per quel che riguarda le pompe di calore, la tecnologia viene soprattutto da altri Paesi europei, come Svizzera e Germania, dove sono più diffuse – ci sono già oltre un milione di impianti in Europa - ma ci sono diverse aziende italiane. Non dimentichiamoci però che la pompa è solo uno degli aspetti della tecnologia e della filiera, per cui anche nel caso si usi una pompa di importazione gran parte della filiera resta italiana. Si tratta di una tecnologia a bassa intensità di capitale e ad alta intensità di lavoro, per cui un'ottima fonte di occupazione.

È una tecnologia con costi decrescenti?
Per ora non c'è stata una contrazione significativa dei prezzi, anche perché nel settore regna l'incertezza. C'è stata però una semplificazione dei sistemi che sono sempre più facili da gestire e da applicare, si veda per esempio la già citata innovazione dei fan coil. I prezzi sono diminuiti leggermente per quel che riguarda le pompe di calore, mentre sui pozzi, che sono opere ad alta intensità di lavoro, i prezzi sono meno contraibili