Efficienza, coperto il 60% dell’obiettivo nazionale 2016

Nel 2012 l'Italia ha migliorato l’indice di efficienza energetica per l’intera economia di circa 1 punto percentuale rispetto all'anno precedente. I settori industria e residenziale hanno contribuito per l'80% al risparmio totale finora conseguito.

10/02/2014
Efficienza, coperto il 60% dell’obiettivo nazionale 2016

Ammontano a oltre 73.000 GWh/anno i risparmi energetici complessivi conseguiti al 2012 grazie agli interventi previsti dal Piano d’Azione italiano per l'efficienza energetica (PAEE). Un dato superiore di quasi il 30% rispetto al 2011 e pari al 60% dell'obiettivo fissato dal PAEE per il 2016.

È quanto emerge dal rapporto annuale “Efficienza Energetica” (executive summury in pdf) dell'ENEA presentato ieri a Roma, fotografia di un'Italia che nel 2012 ha migliorato l’indice di efficienza energetica per l’intera economia di circa 1 punto percentuale rispetto all’anno precedente. 

Nel 2012 la domanda di energia primaria ha registrato una flessione del 4,3%, scendendo a 176,35 Mtep. Con un valore dell'intensità energetica primaria che nel 2012 è stato pari a 126,96 tep/M€2005: -1,8% rispetto al dato del 2011, a fronte della netta contrazione del PIL, del 2,5%. Rispetto al 2005, anno di introduzione del meccanismo dei Certificati Bianchi, l’intensità energetica è diminuita del 7,8%.

Per quanto riguarda l’intensità energetica l’Italia presenta valori al di sotto della media dei 27 paesi UE (-19%), nonché di quelli appartenenti alla Eurozona (-14%); ad esempio -6,3% rispetto alla Germania e 18,2% inferiore alla Francia.

L'industria e il residenziale sono tra i settori che più hanno contribuito a questo risultato, rappresentando insieme l'80% del risparmio totale conseguito. Il settore industriale - leggiamo nel rapporto - ha raggiunto questi risultati grazie all’adozione di tecnologie più innovative riguardanti l’impiantistica di supporto e i processi produttivi, la cogenerazione ad alto rendimento, i motori elettrici ad alta efficienza, il recupero di calore dai processi produttivi e l’efficientamento energetico.

Il settore dell’edilizia ha subito una radicale trasformazione grazie alle nuove tecnologie per l’efficienza energetica, quali le caldaie a condensazione, e ai nuovi materiali ad alte prestazioni, come quelli per l’involucro edilizio. Nel residenziale è stato raggiunto il 75% degli obiettivi del PAEE, grazie anche alle detrazioni fiscali del 55%, che hanno permesso interventi di recupero e riqualificazione degli edifici, riguardanti oltre il 65% degli investimenti, per un risparmio di circa 9.000 GWh/anno. Sono 1.500.000 le pratiche che l’ENEA, organismo deputato a ricevere le richieste di detrazione fiscale (quest’anno del 65%), ha ricevuto dal 2007 al 2012.

Il settore dei trasporti, grazie ad un miglioramento delle tecnologie che consentono una maggiore efficienza energetica, concorre al risparmio complessivo con circa 6.500 GWh/anno, nonostante lo scarso rinnovo del parco automobilistico dovuto alla crisi economica.

Il settore terziario per il momento non mostra progressi di rilievo, ma potrebbe migliorare grazie alle disposizioni contenute nel Decreto Certificati Bianchi e al nuovo Conto Termico.

Anche per la Pubblica Amministrazione l’efficienza energetica costituisce un impegno rilevante per razionalizzare i consumi e ridurre gli sprechi. Tra i settori d’intervento che offrono maggiori potenzialità figurano l’illuminazione pubblica e l’efficientamento energetico del patrimonio edilizio storico.

“Se anche mantenessimo questo trend di crescita riusciremmo a raggiungere gli obiettivi al 2016 e ci avvicineremmo molto agli obiettivi 2020”, ha commentato Sara Romano, Direttore Generale per l'energia nucleare, le energie rinnovabili e l'efficienza energetica del Ministero dello Sviluppo Economico. “Resta però fondamentale - continua - eliminare quelle barriere che ancora bloccano gli investimenti e l'utilizzo di risorse di fondi come quello Kyoto o i Programmi Operativi Interregionale (POIn), o che rendono non sempre efficace il Conto Termico. Bisogna inoltre fornire alle imprese quel supporto e quella stabilità normativa che permetta ai loro progetti di essere bancabili”.

La strada da fare è ancora lunga, ma gli obiettivi sembrano delinearsi. Si legge nel rapporto Enea che nell’UE la completa attuazione della direttiva sull'efficienza energetica (27/2012), che sarà recepita in Italia tra giugno e luglio, permetterà un risparmio annuale netto di circa 20 miliardi di euro: i 24 miliardi stimati come costo annuale di investimento necessario per l'adozione delle misure saranno più che compensati dai risparmi derivanti da minori costi per investimenti nella produzione e distribuzione dell'energia (6 miliardi l'anno) e per acquisti di combustibile (38 miliardi l'anno). A questi benefici va aggiunto l'aumento del Pil dell'Unione Europea, stimato in 34 miliardi di euro nel 2020, cui si associa la creazione di 400.000 nuovi posti di lavoro.