FV in grid-parity, l'opportunità per l'Italia e il monito spagnolo

Con i costi attuali, anche nel difficile settore degli utenti commerciali, l'Italia è in piena grid-parity. Il nostro è tra i mercati più promettenti per il fotovoltaico non incentivato su tetto, anche grazie ad un buon quadro normativo.

31/03/2014
FV in grid-parity, l'opportunità per l'Italia e il monito spagnolo

I costi del kWh da fotovoltaico calano, quelli dell'elettricità prelevata dalla rete crescono leggermente e restano relativamente alti: anche per quel che riguarda il settore commerciale l'Italia ha pienamente raggiunto la grid-parity, cioè il momento in cui conviene prodursi l'energia con il solare rispetto ad acquistarla dalla rete. Siamo uno dei Paesi al mondo più adatti allo sviluppo di un mercato del FV non incentivato su tetto, che dovrebbe essere favorito anche dal recente completamento della normativa sui SEU (a tal proposito si veda Speciale Tecnico di QualEnergia.it).

Non è però il caso di rilassarsi: non basta infatti che il costo del kWh da FV sia più basso di quello del kWh dalla rete, è fondamentale anche il panorama regolatorio. Un panorama che se in Italia al momento è relativamente favorevole, come sappiamo, potrebbe cambiare: si pensi all'eventualità, per la quale preme l'AEEG (e che sembra essere ventilata anche dal MiSE), venga imposto il pagamento di oneri di rete e/o di sistema anche sull'energia autoconsumata.

In caso di cambiamenti particolarmente punitivi per il FV in autoconsumo potremmo trovarci nella situazione della Spagna, dove, nonostante l'ottima radiazione solare, i prezzi bassi degli impianti e il costo relativamente alto dell'elettricità, il solare non incentivato in autoconsumo ha le ali tarpate da una normativa ostile: non c'è un meccanismo di net-metering come il nostro Scambio sul Posto, l'energia in eccesso immessa in rete non viene compensata e l'energia autoconsumata verrà presto tassata.

Sono queste le riflessioni che emergono sfogliando l'ultimo PV Grid Parity Monitor Report della società di consulenza tedesca Eclareon (allegato in basso), che dopo avere valutato l'anno scorso la situazione nel segmento residenziale (impianti da 3 kW e tariffe elettriche per le famiglie), in questa edizione si occupa del commerciale, ipotizzando impianti da 30 kW, un segmento in cui la grid-parity è più difficile da raggiungere per via delle tariffe elettriche retail più basse cui accedono le imprese.

Il LCOE, cioè il costo livellato del elettricità, del FV (rilevato da Eclareon nella seconda metà del 2013) in tutti i paesi è sceso nettamente, come si vede nel grafico sotto:

Le tariffe elettriche per il commerciale sono invece aumentate solo in alcuni dei paesi esaminati:

Se a questi due fattori si incrocia quello del quadro normativo, emerge la situazione sintetizzata nel grafico sotto:

A livello economico il FV è in piena grid-parity (qui calcolata ipotizzando un autoconsumo del 100% della produzione) in Spagna, Germania e Italia, ma, come detto, solo da noi e in Germania c'è un buon potenziale affinché si sviluppi un mercato in autoconsumo nel settore commerciale, visto che in Spagna il quadro normativo lo impedisce. Situazione opposta in Messico e Brasile dove a livello regolatorio sarebbe incoraggiato ma, come in Cile, il rapporto tra costi del FV e bollette mostra che non si è ancora in grid-parity.

Insomma, l'Italia è tra i paesi più votati al FV in autoconsumo: già con i prezzi del FV di un anno fa, rilevava l'edizione precedente del report, la grid-parity era stata raggiunta per il residenziale, ora è un dato di fatto anche nel commerciale. E non solo nelle regioni più assolate: il grafico qui sotto si riferisce ad impianto situato a Roma.

L'Italia, si specifica, può contare su costi del FV competitivi anche grazie a tassi di sconto accettabili, buona radiazione solare e tariffe elettriche relativamente care. Grazie allo Scambio sul Posto (attualmente in fase di revisione) e alla normativa su reti private e SEU recentemente ultimata, anche per il quadro normativo - rileva Eclareon - la situazione è buona. Si speri solo che non cambi, così che possa svilupparsi un mercato del FV non incentivato, in grado di decarbonizzare il sistema elettrico, creare occupazione e contribuire a tagliare la spesa elettrica di molte famiglie e aziende.

Il report (pdf)

(Articolo a cura di Qualenergia.it)