Filiera rinnovabili in Italia: oltre 102mila le aziende potenzialmente coinvolte

In Italia oltre 102mila le imprese coinvolte nella filiera delle rinnovabili e oltre 350mila investono in risparmio energetico ed energia pulita. In 10 anni l'intensità energetica del settore manifatturiero si è ridotta di oltre 14 punti percentuali. Dal rapporto sull'imprenditoria italiana di Confartigianato.

26/11/2013
Filiera rinnovabili in Italia: oltre 102mila le aziende potenzialmente coinvolte

In Italia sono oltre 102mila le imprese dei settori coinvolti nella filiera delle rinnovabili, mentre le aziende che investono in risparmio energetico ed energia pulita sono oltre 350mila. Tra i molti dati interessanti contenuti nel rapporto sull'imprenditoria italiana presentato nei giorni scorsi dal Confartigianato ce ne sono di interessanti anche riguardo alla green economy (sintesi allegata in basso).

Investire nella green economy e nelle energie rinnovabili – si legge - è fondamentale nel secondo Paese manifatturiero d’Europa. “È l'unico modo per alleviare la nostra forte dipendenza energetica, che si attesta all’83,8% contro il 52,7% della media UE27: una bolletta energetica ancora troppo elevata rispetto ai bassi toni dell’economia, che si fissa al 3,7% del PIL e un alto fabbisogno di energia soddisfatto da importazioni”, si fa notare. Veramente italiana è solo l'energia rinnovabile, dato che il 92,2% dell’energia ‘pulita’ consumata viene prodotta in Italia.

Fortunatamente la quota di energia da rinnovabili sta aumentando (vedi grafico sotto). Dal 2011 al 2012, mentre la produzione da fossili è scesa del 4,7%, quella da rinnovabili è cresciuta dell'11,2%, arrivando al 29% del totale. Dal 2006 al 2012 la quota dell'energia da rinnovabili sulla produzione nazionale è cresciuta di 12,9 punti percentuali (da notare che, includendo anche le biomasse, solitamente conteggiate nella produzione termoelettrica, nei primi 10 mesi del 2013 le rinnovabili sono già oltre il 39% della produzione, vedi QualEnergia.it).

La parte più interessante del rapporto è quella che parla del tessuto industriale. Sono complessivamente 102.147 le imprese potenzialmente coinvolte nella filiera delle rinnovabili. La parte del leone, l’89,1% del totale, la fanno le 91.000 imprese che installano impianti elettrici. Nella produzione di energia elettrica invece sono impegnate 7.290 aziende, pari al 7,1%. Quelle del comparto fabbricazione di motori, generatori e trasformatori elettrici - entro il quale si ricomprendono le imprese che fanno moduli fotovoltaici - sono 2.556, pari al 2,5% del totale, mentre nel recupero e preparazione per il riciclaggio dei rifiuti (solidi urbani, industriali e biomasse) sono attive 1.147 unità, l'1,1% del totale; nel comparto fabbricazione di turbine e turboalternatori (incluse parti e accessori), entro il quale troviamo la produzione di turbine eoliche, si contano 154 unità, pari allo 0,1% del totale.

Stando ai dati del rapporto GreenItaly, realizzato da Unioncamere e Symbola, che Confartigianato cita, sono 358mila le imprese dell’Industria e dei Servizi con almeno un dipendente che hanno investito nel triennio 2009-2011, o hanno programmato di farlo nel 2012, in prodotti e tecnologie a maggior risparmio energetico e/o a minor impatto ambientale: il 23,6% del totale delle imprese presenti in Italia.

“L’irrobustimento dell’offerta di servizi nell’ambito della filiera delle fonti di energia rinnovabili di energia - si legge nel documento – determina anche una ricaduta positiva sull’efficienza energetica”.  Nel 2011 la maggiore efficienza nel settore manifatturiero, energie ed estrattivo ha portato ad un risparmio energetico annuale di 10.142 GWh, che equivale al 7,2% dei consumi di energia  lettrica del settore industriale.

Come si nota dal grafico sopra, nell’arco di un decennio (2001-2011) l’intensità energetica del settore manifatturiero, cioè il rapporto tra ricchezza prodotta ed energia consumata, è scesa del 14,6%, molto più del dato totale del paese che nello stesso periodo ha visto una diminuzione dell’intensità energetica finale del 4%.

La sintesi del rapporto (pdf)