Futuro del fotovoltaico in Italia e all'estero tra 10 anni

Venti tra i principali attori mondiali del FV hanno risposto sulle prospettive della tecnologia al 2025. Gli scenari sono più o meno ottimistici a seconda dei diversi fattori considerati. Intanto per il 2014 la crescita è stimata a +30% rispetto a quest'anno. E poi c'è il mercato italiano. Un articolo di Gianni Silvestrini per la rivista Fotovoltaici.

19/12/2013
Futuro del fotovoltaico in Italia e all'estero tra 10 anni

Quale sarà il futuro del fotovoltaico nel 2025, fra poco più di dieci anni? Una bella domanda a cui hanno cercato di rispondere, in una riunione a porte chiuse organizzata dall’Università di Stanford e dal Ministero dell’Ambiente tedesco, venti tra i principali attori mondiali di questa tecnologia.

La riflessione ha portato ad elaborare diversi scenari più e meno ottimistici in relazione alle evoluzioni delle condizioni al contorno e una valutazione sulle dinamiche che coinvolgeranno le società produttrici di celle e moduli. Gli elementi che influenzeranno il futuro del fotovoltaico sono chiari: il raggiungimento di un accordo sul clima, le dinamiche dello shale gas, il calo dei prezzi dei sistemi di accumulo, il ruolo di freno delle multinazionali elettriche. Tra i diversi scenari discussi in questo brainstorming, il più ottimistico prevede la possibilità al 2025 di coprire con il fotovoltaico l’8% della domanda mondiale di elettricità, il più negativo un ripiegamento della tecnologia su bassi valori di crescita.

Dovrebbe, inoltre, proseguire la concentrazione della produzione nelle mani di pochi grandi gruppi con una articolazione in molti paesi, un modello già seguito dall’industria automobilistica mondiale. Una sorta di “glocalizzazione” che farebbe ritenere immotivato il timore di una produzione sempre più concentrata in Cina.

Queste riflessioni dei big del solare si inseriscono in un mercato che è tornato a crescere e che, nel terzo trimestre del 2013, ha visto un incremento del 20% rispetto allo scorso anno.

I risultati già acquisiti, peraltro, sono di tutto rispetto ed è opportuno ricordare alcuni dati, non a tutti noti. Dal milione di impianti realizzati nella soleggiata Australia al mezzo milione in funzione nella nebbiosa Gran Bretagna, dal 10% dei consumi elettrici coperti con il solare nel più grande dei Länder tedeschi, la Baviera, ai 35 GW raggiunti a fine settembre dal leader mondiale della tecnologia, la Germania, che quest’anno installerà circa 4.000 MW.

Le previsioni per il 2014 sono, poi, decisamente positive. Il tasso di crescita annuo potrebbe raggiungere il 30%, con una potenza compresa tra 45 e 50 GW, contro i 36 GW previsti per quest’anno. La Cina conquisterà con decisione la leadership delle nuove installazioni con un obiettivo di 12 GW. Il Giappone continuerà la sua corsa post Fukushima, pur con una riduzione degli altissimi (troppo alti) incentivi. Gli Usa proseguiranno la loro lenta ma inesorabile rincorsa. Infine, sono moltissimi i mercati che si stanno aprendo ormai in tutti i Continenti.  E i prezzi continuano a calare (vedi figura sotto: Costi di produzione dei wafer ($/W), ridotti di due terzi tra il 2008 e il 2014 - Fonte Solarbuzz).

Secondo alcune valutazioni nel 2020 il prezzo di realizzazione del fotovoltaico sarà più basso rispetto a quello di tutte le altre tecnologie , un incredibile sorpasso per quella che era considerata fino a pochi anni fa la più cara delle rinnovabili e una opzione assolutamente incomparabile rispetto al termoelettrico. Un grafico mostra i costi “overnight” (cioè senza contare le spese per gli interessi durante la costruzione) per installazione di diverse tecnologie al 2020 ($/kW) (Fonte: Citigroup, EIA)

Il ruolo di IRENA

Uno stimolo sempre maggiore alla diffusione del solare verrà nei prossimi anni da Irena, la International Renewable Energy Agency, basata ad Abu Dhabi, che in soli due anni ha visto crescere la sua influenza con 120 Stati aderenti e altri 40 che stanno formalizzando il proprio ingresso. L’obiettivo è chiaro ed ambizioso: portare ad un raddoppio della quota di rinnovabili dei consumi mondiali, dal 15% al 30%, entro il 2030.

Tra le diverse funzioni di Irena, c’è anche il supporto a paesi in via di sviluppo nella definizione di piani e strategie per la diffusione delle fonti pulite e già 18 nazioni hanno ottenuto questo supporto. Insomma, avere qualcuno che rema a favore, ruolo che sul fronte del nucleare viene svolto da tempo dalla International Atomic Energy Agency (IAEA) basata a Vienna, è un elemento rassicurante. E occorre ringraziare l’azione visionaria del compianto Hermann Scheer se questo grande progetto è riuscito a decollare.

In Italia, alla ricerca di nuovi equilibri

E veniamo al nostro paese. Il fotovoltaico dopo la fine del Quinto conto energia ha visto un deciso rallentamento della sua corsa, ma non si è fermato. Si sfruttano altri incentivi come le detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica, si sondano gli accumuli e si cercano nuovi modelli di business.  

Il mercato nazionale vive però momenti difficili per l’attacco sistematico da parte di molti media e per il ruolo sempre più aggressivo di Assoelettrica e dell’Enel, arrivati a mettere sotto accusa le stesse politiche europee sull’energia. Significativa a questo proposito l’audizione dell’Amministratore Delegato dell’Enel, Fulvio Conti, del 20 novembre presso la Commissione Industria del Senato con la messa in discussione delle regole valide per i grandi autoproduttori, come Eni e Fiat, e con la malcelata preoccupazione per lo sviluppo futuro del fotovoltaico. Va detto che nell’intervento di Conti erano, peraltro, presenti anche aspetti interessanti e innovativi sul fronte dell’efficienza energetica, una revisione del modello di business che va portata avanti con decisione.

Tornando al fotovoltaico, il quadro futuro verrà influenzato da scelte in via di definizione in queste settimane. Commissione Elettrotecnica Italiana, Autorità dell’Energia e GSE stanno infatti lavorando al contesto normativo, scrivendo le regole tecniche di connessione modificate per gli impianti con sistemi di accumulo e predisponendo delibere fondamentali per lo sviluppo del fotovoltaico in grid parity.  Come si sa, uno dei temi centrali è la richiesta di fare pagare gli oneri di sistema anche per l’elettricità autoconsumata, una opzione che metterebbe in ginocchio l’intero comparto, ma che potrà avvenire solo con una modifica legislativa, non essendo questa una materia sulla quale l’Autorità può intervenire (vedi pubblicazione delibera sui SEU di questi giorni, ndr). La pressione che le associazioni con FREE e Assorinovabili stanno esercitando in questa fase sul Parlamento e il Governo è dunque molto importante.

Intanto, diversi operatori stanno andando all’estero per mettere a frutto la notevole esperienza accumulata negli ultimi anni. Va sottolineato a questo proposito, il ruolo attivo che sta svolgendo il GSE attraverso l’iniziativa “Corrente aperta agli operatori della filiera di settore interessati a rafforzare la propria competitività tecnologica e commerciale (alla fine dicembre 2012 erano coinvolte 1.700 aziende con un fatturato complessivo di circa 20 miliardi di euro). Il ruolo di animazione di “Corrente”, con l’organizzazione di incontri per le nostre aziende sui sistemi paese più promettenti e l’individuazione di “sensori” in aree chiave del pianeta per il futuro delle rinnovabili che consentono di avere il polso reale delle opportunità, potrà aiutare il nostro comparto fotovoltaico a trovare nuovi sbocchi.

(Articolo a cura di Gianni Silvestrini, per la rivista Fotovoltaici)