I bassi costi del fotovoltaico portano la luce nei Pvs

Le politiche di incentivazione del FV hanno portato ad una drastica riduzione dei costi che può ora avere ricadute positive per la fornitura di elettricità a quel 1,2 miliardi di persone che ne sono sprovviste. Un articolo di Gianni Silvestrini.

04/06/2014
I bassi costi del fotovoltaico portano la luce nei Pvs

È interessante seguire la continua crescita al rialzo delle stime sulle prospettive del fotovoltaico a partire dalle istituzioni internazionali che si occupano di energia. Così la IEA, nel suo ultimo Outlook del 2013, riteneva che la produzione elettrica da rinnovabili su scala mondiale avrebbe superato quella del gas e doppiato il nucleare entro il 2016. Secondo il World Energy Council, in passato molto scettico sulle energie verdi, queste entro il 2030 dovrebbero coprire oltre un terzo della produzione elettrica mondiale, grazie al fatto che il 70% della nuova potenza elettrica è ipotizzata rinnovabile.

Sembrerebbero valutazioni ottimistiche. In realtà, questi numeri sottostimano il potenziale reale, una miopia registrata regolarmente in passato. Basta ricordare che la IEA nel 2000 aveva sottovalutato di oltre dieci volte la potenza fotovoltaica al 2010 e che, ancora nel 2005, la stima era sei volte inferiore al valore poi effettivamente registrato.

Ma torniamo all’ultimo rapporto annuale della IEA con le possibili evoluzioni delle varie fonti di energia al 2035. Concentrando l’attenzione sul fotovoltaico, nello scenario delle ‘politiche attive’ si ipotizza che questa tecnologia solare possa soddisfare un misero 2,6% della domanda mondiale di elettricità con una potenza installata di 690 GW, un valore che in realtà verrà raggiunto già alla fine di questo decennio. Anche nello scenario climatico ‘spinto’, coerente con la limitazione dell’aumento delle temperature a 2 °C, la quota di elettricità fotovoltaica al 2035 ipotizzata dalla IEA sarebbe solo del 5%. Cioè un valore decisamente più basso rispetto alla copertura raggiunta già oggi in Italia (7%).

Andando ad indagare sulle assunzioni utilizzate per queste analisi cosa scopriamo? Che la media annua ipotizzata di nuove installazioni sarebbe inferiore del 40% rispetto a quella che verrà realizzata quest'anno nel mondo. Una sottovalutazione dovuta alle ipotesi sui costi dell’elettricità solare, doppie rispetto ai valori attuali, e ad altre assunzioni che penalizzano il solare.

Occorre che rapidamente le grandi istituzioni internazionali prendano atto delle grandi potenzialità del solare, aggiornando i propri scenari.  Interessanti in questo senso le elaborazioni di Irena, l’agenzia delle rinnovabili con base ad Abu Dhabi, che nel suo rapporto Remap 2030 ritiene possibile il raddoppio dell’attuale quota delle rinnovabili dal 18 al 36% entro il 2030.

Energia sostenibile per tutti, grazie al solare

Un altro esempio delle modifiche in atto delle previsioni ufficiali, riguarda i tempi necessari per fornire l'accesso all'elettricità a quella fetta della popolazione mondiale che ne è ancora sprovvista.

E qui veniamo alle ricadute positive, spesso non considerate, delle politiche di incentivazione del fotovoltaico. Una di queste riguarda gli 1,2 miliardi di uomini e donne non connessi ad una rete elettrica e che non potrà esserlo con le soluzioni convenzionali di elettrificazione. Sono stati infatti i programmi ambiziosi sul fotovoltaico di paesi come la Germania e l'Italia ad avere accelerato la produzione su larga scala dei moduli, stimolato l'innovazione e portato quindi alla riduzione drastica dei prezzi.

Il numero delle persone senza luce sembrerebbe destinato ad aumentare nei prossimi venti anni, considerati i trend di crescita della popolazione. Gli interventi di diffusione di kit solari potrebbero invertire questa tendenza, ma con tempi lunghissimi.

Almeno così si pensava fino a cinque anni fa. Ma non sarà così. Il crollo dei prezzi del fotovoltaico, delle lampade a Led e delle batterie favorirà infatti una crescita tumultuosa. Nel 2009 in Africa c’erano trecentomila lampade solari, tre anni dopo erano già quattro milioni. Nel 2020 potrebbero soddisfare la maggioranza di coloro che non sono attualmente collegati alla rete.

E i costi? Inferiori alle spese destinate ai sistemi tradizionali di illuminazione. Facciamo due conti. Le lampade a cherosene costano 40-100 $ all’anno contro i 30 $ necessari per l’acquisto di una lanterna solare che illumina cinque volte meglio. Complessivamente nel mondo si spendono 20 miliardi di dollari all’anno per sistemi obsoleti di illuminazione, un valore che potrebbe essere drasticamente ridotto passando ai kit di fotovoltaico e Led. Perché questa trasformazione avvenga occorre creare però le opportune condizioni che favoriscano il fiorire di centinaia di iniziative dal basso.

Prendiamo SunnyMoney, una no profit promossa dell'ex leader di Greenpeace, Jeremy Leggett. Pur operando solo in 4 dei 54 paesi africani, nel 2013 ha distribuito 650.000 lampade solari e punta a contribuire alla totale eliminazione delle lampade a cherosene nel continente entro la fine del decennio. Quando ha iniziato nel 2010, SunnyMoney distribuiva mille lampade al mese, adesso è arrivata a cinquantamila. 

Oggi le famiglie non collegate alla rete in Africa sono 110 milioni, un numero tendenzialmente  destinato a crescere per l'elevata natalità, ma che in realtà si ridurrà decisamente grazie alle iniziative di diffusione delle lampade solari.

L'aspetto interessante di queste iniziative è che, grazie al forte calo dei prezzi, è possibile garantire la diffusione senza particolari aiuti, grazie all'applicazione del microcredito. La famiglia paga un piccolo anticipo e poi effettua con il cellulare un pagamento mensile inferiore a quanto destinava alla illuminazione convenzionale. 

L'esperienza del microcredito è nata ed ha visto un grandissimo successo in BanglaDesh grazie alle iniziative di Grameen Shakti, fondata dal premio Nobel, Muhammad Yunus. Sono già un milione e mezzo le abitazioni del paese asiatico che hanno accesso all'elettricità grazie ai programmi di Grameen e all'impegno di 3.000 donne formate come tecniche del solare.

Naturalmente, fornire l'elettricità per l'illuminazione e la carica dei cellulari rappresenta un servizio, importante, ma limitato. È prevedibile che si passerà progressivamente alla fornitura di elettricità a livello di villaggio realizzando micro-reti alimentate da sole, vento, acqua e biomasse, in grado di fornire un maggior numero di servizi.  Nel 2013 la potenza di sistemi “distribuiti” installati nel mondo era di soli 286 MW, ma potrebbe salire ad oltre 1.000 MW entro la fine del decennio per poi crescere molto più velocemente.

L'articolo è stato pubblicato sul n.2 di FV Casa Energia