IHS: “In Italia buone le prospettive per il fotovoltaico non incentivato”

L'Italia nel 2014 sarà un mercato da 1 GW. Quest'anno almeno 100 MW di impianti saranno realizzati senza alcun tipo di incentivo e negli anni successivi il volume salirà, prevede l'analista Ash Sharma intervistato da QualEnergia.it.

21/04/2014
IHS: “In Italia buone le prospettive per il fotovoltaico non incentivato”

Una recente stima sul fotovoltaico di IHS, autorevole società di consulenza del settore, prevede che a fine 2018 nel mondo ci sarà una potenza di circa 400 GW, una stima conservativa rispetto ad altre, come Solarbuzz, che prevedono circa 100 GW in più. Qualenergia.it ha posto alcune domande sui trend del fotovoltaico nel mondo e in Italia ad Ash Sharma, Senior Director di Solar Research IHS Technology.

Mr. Sharma, negli ultimi anni le previsioni sul mercato fotovoltaico, specie quando guardano oltre i due o tre anni, si sono quasi sempre dimostrate sbagliate per difetto. Cosa ha portato la crescita del FV a superare le aspettative?

In molti paesi sono stati introdotti incentivi generosi e ciò ha trainato le installazioni e l’offerta di componenti per i sistemi fotovoltaici. I prezzi dei sistemi si sono così abbassati notevolmente negli ultimissimi anni, consentendo lo sviluppo di nuovi mercati fotovoltaici e favorendo un boom di installazioni in quelli già esistenti. In molti casi rapide crescite in diversi mercati sono state causate da incentivi eccessivi come in Spagna e in Repubblica Ceca, con il successivo stop all’erogazione delle tariffe incentivanti.

Alcune analisi prevedono al 2018 un mercato FV mondiale da 100 GW. Quali sono le vostre stime e quali fattori consentiranno al settore di crescere nei prossimi anni?

IHS prevede che la domanda mondiale di FV raggiungerà 70-80 GW nel 2018. Tuttavia c’è sempre un possibile potenziale aggiuntivo e un numero di mercati emergenti che ha la possibilità di superare le previsioni fatte oggi. Gli incentivi governativi rimarranno un fattore importante per molte installazioni, ma nel breve periodo vedremo sempre più impianti realizzati senza incentivi sia per l’autoconsumo che per contratti privati di acquisto dell'energia (Power Purchase Agreements - PPA).

Secondo il vostro osservatorio quali saranno i paesi leader del fotovoltaico per il 2014?

Riteniamo che i principali tre mercati mondiali saranno, Cina, Giappone e Stati Uniti.

E per quanto riguardo l’Europa?

Il Regno Unito è diventato uno dei più attrattivi mercati europei e si prevede per quest’anno che possa essere il mercato fotovoltaico a più rapida crescita nell’UE.

Parliamo di overcapacity dell'industria del fotovoltaico. La crisi da sovrapproduzione è ormai alle spalle? Come evolveranno i prezzi di moduli e celle?

A livello di moduli FV, nel 2014 saremo ancora in sovracapacità produttiva: prevediamo una produzione di 68 GW a fronte di una domanda da 49 GW. Per quanto riguarda celle e wafer FV la potenza disponibile è minore e ci avviciniamo a una situazione più bilanciata fin da quest’anno. Per i prezzi ci aspettiamo nel 2014 un calo dell’8% del prezzo di vendita medio: 0,67 $ per watt di picco è la nostra previsione per il quarto trimestre. Negli anni seguenti vedremo un calo annuale dei prezzi del 5-10% che porterà nel 2018 il prezzo a 0,48 $/W.

Come valutate il mercato Italiano del FV e quale potenza installata prevedete per il 2014?

Secondo IHS, l’Italia nel 2014 sarà un mercato da 1 GW. Circa un terzo di questa potenza sarà realizzata nell’ambito degli strascichi del Conto Energia, cioè per impianti approvati nel 2013, mentre la quota rimanente sarà installata con i benefici dello Scambio sul Posto e, in pochi progetti di grande taglia installati senza incentivi, nell’ambito di sistemi in autoconsumo e PPA (inclusi SEU, ndr). L’Italia è uno dei primi paesi al mondo a vedere installati impianti senza gli incentivi. Stimiamo per quest’anno circa 100 MW senza incentivi. Un segmento destinato a crescere notevolmente nei prossimi anni.

In alcuni mercati elettrici, come in Italia e Germania, la produzione FV sta già dando diversi problemi ai produttori tradizionali, speciali agli impianti a gas a ciclo combinato. Allo stesso tempo la spinta verso l’autoconsumo da FV potrebbe peggiorare i danni causati alle utility. La battaglia tra produttori di energia convenzionali e fotovoltaici è in atto. Come crede che evolverà? Potrà rallentare lo sviluppo del FV?

Questa è una preoccupazione per l’industria del fotovoltaico. Ad oggi abbiamo visto diversi paesi introdurre oneri di rete e di trasporto a carico di sistemi FV funzionanti con lo scambio sul posto o in autoconsumo. Un valido esempio è la Spagna dove l’introduzione degli oneri di rete ha praticamente bloccato il mercato nel 2013 e 2014 per gli impianti connessi alla rete.

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(Intervista a cura di Qualenergia.it)