IHS: cresce la quota dei 15 grandi del FV. Verso un buon 2014

Nel 2013 la domanda mondiale di moduli FV è cresciuta del 24%, arrivando a 38,7 GW e i 15 produttori più grandi hanno visto i loro ordinativi aumentare in media del 43%. Continua il dominio cinese. Per il 2014 outlook positivo.

05/05/2014
IHS: cresce la quota dei 15 grandi del FV. Verso un buon 2014

L'industria fotovoltaica mondiale è sempre più dominata dai grandi produttori. Secondo l'ultimo report di IHS Technology, i 15 maggiori gruppi internazionali nel 2013 hanno infatti accresciuto la loro quota di mercato dal 51% del 2012 al 59%. Se nel 2013 la domanda mondiale di moduli FV è cresciuta del 24%, arrivando a 38,7 GW, i 15 grandi hanno visto i loro ordinativi aumentare in media del 43%.

Al primo posto della classifica 2013 di IHS (che prende in esame le prime 150 aziende del settore) figura la cinese Yingli Green Energy con 3,25 GW di moduli venduti, seguita a distanza dalle connazionali Trina Solar (2,6 GW) e Canadian Solar e dalla giapponese Sharp (le ultime due a pari merito con 1,9 GW, vedi grafico sotto).

Nel complesso, nel 2013 hanno mantenuto sostanzialmente invariata la loro quota del mercato globale i produttori cinesi (58% contro il 57% del 2011 e il 59% del 2012) e quelli europei (13% come nei due anni precedenti), mentre i giapponesi, favoriti dal boom del mercato nazionale, hanno registrato una crescita dal 12% del 2011 al 15% dell'anno scorso. Nello stesso arco di tempo gli statunitensi sono invece scesi dal 13 al 9%.

Tra le aziende in maggiore crescita nel 2013, infine, IHS cita la cinese ReneSola che ha triplicato le vendite rispetto al 2012 e la sudcoreana Hanwha Q-Cells e la giapponese Kyocera che le hanno raddoppiate. L'unica società europea presente nella Top 15, la norvegese Rec Group, ha mantenuto invariate le consegne a 850 MW.

Per il 2014 l'outlook di IHS è positivo: la crisi da sovrapproduzione sembra ormai alle spalle, grazie ad un forte aumento della domanda, specie nei mercati asiatici, fattore che farà crescere ulteriormente il predominio cinese.