Il fotovoltaico nell’era post incentivi e i dubbi da sciogliere

Quali futuri scenari nel mercato fotovoltaico italiano quando ormai è prossima la fine del V conto energia? Detrazioni fiscali, scambio sul posto, SEU e nuovi modelli di business. Di tutto questo si parlerà a Milano nel convegno “Il fotovoltaico in Italia oltre il conto energia”, che si svolgerà a Solarexpo-The Innovation Cloud, l’8 maggio nel pomeriggio. Presenti anche le istituzioni energetiche.

06/05/2013
Il fotovoltaico nell’era post incentivi e i dubbi da sciogliere

Alla chiusura del quinto conto energia mancano circa 65 milioni di euro. Momento in cui si toccherà la quota di 6,7 miliardi di spesa annua di incentivi. Alla comunicazione del raggiungimento di tale cifra da parte dell’Autorità per l'Energia ci saranno ancora 30 giorni per connettere gli ultimi impianti fotovoltaici.

Le detrazioni fiscali del 50%, utilizzabili unicamente per i piccoli impianti residenziali, sono al momento confermate solo fino al 30 giugno, dopo di che torneranno al 36%. Siamo quindi di fronte ad uno nuovo scenario: il fotovoltaico italiano sta per entrare nell'era post-incentivi.

Di questo si parlerà nel convegno di apertura di Solarexpo, mercoledì 8 maggio, dal titolo “Il fotovoltaico in Italia oltre il conto energia” che si svolgerà alla Sala Martini dalle 14,30 alle 18 presso la Fiera di Milano.

Riuscirà a reggersi un settore che finora grazie alle tariffe incentivanti ha permesso di realizzare sul territorio italiano quasi 520mila impianti FV per 17,5 GW di potenza?
Secondo la società di consulenza eLeMeNs, che parteciperà al convegno, si deve distinguere tra grid parity, raggiunta a monte della rete, quando installare un impianto FV conviene rispetto ad acquistare tutta l'elettricità dalla rete, e market parity, raggiunta quando il FV sarà competitivo sul mercato elettrico confrontandosi con le altre fonti. Mentre si può affermare che siamo abbastanza vicini alla grid parity, lo stesso non può dirsi per la market parity.

La grid parity si raggiungerà prima ovviamente dove l’insolazione è più alta, ma sarà il consumatore che ha un elevato autoconsumo dell’elettricità solare a trarre i maggiori vantaggi. Si deve poi distinguere tra autoconsumo in loco o nuovi modelli di business e consumo che potrebbero allargare la platea, come i sistemi efficienti di utenza (SEU). Ma per i SEU e le reti private (RIU) occorrerà attendere sviluppi regolativi che peraltro hanno bisogno di chiare scelte di politica energetica; spetterà dunque al nuovo governo imprimere un’accelerazione in questo senso. E lo stesso vale per la detrazione fiscale più adatta agli impianti residenziali e per l’ampliamento della soglia per lo scambio sul posto al momento limitata ai 200 kWp.

Nel corso dell’incontro del pomeriggio dell’8 maggio si cercherà inoltre di stimare quale potrà essere il volume del mercato italiano del fotovoltaico in questa fase post incentivi. Per il 2013 le stime dell’installato si attestano a poco più di 2 GW (nel 2012 si è arrivati a 3,4 GW). Finora le ipotesi per i prossimi anni si attestano tra poco meno di 1 GW e circa 2 GW. Prendendo come dato il centro di questa forchetta, possiamo prevedere che a fine 2020 si potrebbero raggiungere quei 30 GW che rappresentano una capacità molto significativa, e in grado di generare in un anno circa 36-37 TWh, ben al di là del 10% dei consumi elettrici nazionali. La storia però ci insegna che quasi tutte le previsioni sono state sbagliate per difetto. E questa volta le variabili per provare dimensionare il futuro mercato FV nazionale sono molte e per niente scontate.

La presenza tra i relatori del convegno di alcuni rappresentanti delle istituzioni energetiche (MiSE, Autorità e GSE) potrebbero sciogliere qualche dubbio e fornire alcuni elementi in più di valutazione sul prossimo mercato fotovoltaico nazionale.

(a cura della redazione di QualEnergia.it)