L'innovazione in una "nuvola". Quotidiano Energia intervista Luca Zingale

"Con Solarexpo-The Innovation Cloud abbiamo anticipato molte tendenze di mercato, come la caduta delle barriere disciplinari tra le tecnologie". Luca Zingale, direttore scientifico dell'evento fieristico di Milano intervistato da Quotidiano Energia.

17/01/2014
L'innovazione in una "nuvola". Quotidiano Energia intervista Luca Zingale

“Non saremo più il secondo mercato mondiale perché a scalzarci ci penseranno (oltre a Giappone e Usa) la Cina e l’India, Paesi di nuova industrializzazione e colossi demografici con una domanda di energia in crescita vertiginosa”. Attenzione, ciò non vuol dire che il mercato del solare italiano sia sulla via del declino o addirittura finito, tutt’altro.

La parola fine, per il fotovoltaico italiano, è ancora lontana. Ne è convinto Luca Zingale, fondatore e direttore scientifico di The Innovation Cloud, la ‘nuvola’ dove tutte le nuove tecnologie energetiche - a partire dal nucleo storico forte di Solarexpo per il settore del solare - si incontrano e creano nuove sinergie in vista dell’atteso futuro ‘smart’. 

“Con questa iniziativa - spiega Zingale a e7 - abbiamo anticipato molte tendenze di mercato, prima fra tutte la caduta delle ‘barriere disciplinari’ tra le varie tecnologie. Per fare solo un esempio: la direttiva europea sugli edifici fissa un obiettivo, quello di arrivare a edifici e emissioni ‘quasi zero’, senza dare indicazioni sulle tecnologie specifiche da adottare. Questo costituisce una grande sfida per i progettisti e le imprese, ma al contempo genera un vero e proprio ‘fabbisogno di sinergia’ tra diverse fonti rinnovabili e fra queste e le tecnologie per l’efficienza negli involucri edilizi e negli impianti. Inoltre, la forte crisi congiunturale del mercato fotovoltaico ha imposto un ripensamento dei modelli di business. La nostra idea è stata quella di offrire alle aziende del settore opportunità di mercato contigue e di incoraggiare l’integrazione fra tecnologie innovative: storage per l’autoconsumo, controllo domotico dei carichi elettrici, climatizzazione e produzione dell’acqua calda sanitaria a pompa di calore, cucina a induzione, illuminazione a led, mobilità elettrica e ibrida plug-in”. 

Questa integrazione non si scontra con una regolazione tariffaria che al momento penalizza le utenze domestiche superiori ai 3 kW? 

L’attuale sistema tariffario, caratterizzato da una curva fortemente progressiva, è figlio della guerra del Kippur quando l’austerity aveva lo scopo di frenare i consumi. Ma eravamo nel 1973 e negli ultimi 40 anni il mondo è completamente cambiato. Ora gli usi elettrici efficienti vanno viceversa incentivati: sia in ambito domestico, sia produttivo, che per trasformare la mobilità. Questo per una considerazione congiunta di politica ambientale, in primis per un decisivo risanamento della qualità dell’aria urbana, e di politica industriale: per ridurre l’enorme grado di overcapacity del sistema elettrico nazionale, ridando fiato agli attori della generazione. Sappiamo che il Regolatore è al lavoro per ripensare le tariffe e appianare questa progressività e confidiamo che il 2014 porti novità positive in tal senso. Un altro passo da compiere riguarda una  completa liberalizzazione del mercato elettrico che ha dato il meglio di sé a monte ma ancora stenta a completarsi a valle. La recente delibera dell’Autorità per l’Energia sui sistemi privati di produzione/consumo (la n. 578/2013/R/eel, ndr) prevede che SEU e sistemi equiparati conservino le esenzioni sia degli oneri di trasmissione e distribuzione che degli oneri di sistema sull’energia autoconsumata: è un passo atteso, e un segnale positivo agli operatori. Restano altri importanti tasselli, sempre a costo zero per la bolletta, che possono rinnovabili fornire interessanti prospettive per il solare e la mini-cogenerazione: come le reti private di utenza, fra le quali i condomini costituiscono un grande nuovo mercato (al di là cioè dell’alimentazione delle sole utenze comuni) che si può spalancare per la generazione distribuita. 

C’è chi ritiene che la Sen abbia riconosciuto un ruolo importante alle rinnovabili.  È d’accordo?

Sì. Prendiamo ad esempio lo scenario della Strategia per il fotovoltaico che prevede una crescita della potenza installata pari a 2 GW/anno fino al 2020: un signor mercato, una prospettiva di crescita costante e soprattutto più regolare rispetto ai picchi insostenibili e ai violenti stopand-go del passato. Ritengo la Sen un buon punto di partenza per una discussione su una pianificazione energetica nazionale, che al contempo ha bisogno di ulteriori slanci di innovazione per incardinare in modo solido gli obiettivi europei di decarbonizzazione dell’economia nei prossimi decenni. E al contempo per centrare l’obiettivo di realizzare un vero e proprio ‘presidio’ nel nostro Paese di funzioni manifatturiere avanzate, come tipicamente sono tutte quelle delle tecnologie per le rinnovabili e l’efficienza. Obiettivo questi non di medio periodo, ma da assumere fin nell’immediato nell’agenda politica ed economica, per contribuire a far ripartire il Paese.

Doveroso uno sguardo al panorama tecnologico italiano. Si parla sempre più spesso di città, mobilità e reti “smart” ma viene da chiedersi se gli strumenti esistano già.

L’Italia è all’avanguardia nelle tecnologie per le reti intelligenti: dal primato storico nei contatori elettronici alle tecnologie per il retrofit delle cabine primarie e secondarie dove si realizza l’inversione di flusso, dallo storage a supporto delle reti a quello distribuito presso le utenze, passando per il controllo e la gestione evoluta delle reti di trasmissione e distribuzione. Le soluzioni per le reti intelligenti sono quindi realtà tecnologicamente mature. In verità si tratta di metabolizzare un vero e proprio cambio di paradigma: che è quello della generazione distribuita e dell’avvento della nuova figura dei ‘prosumers’, le centinaia di migliaia (e domani i milioni) di produttori-consumatori. E sulla piena maturità commerciale di queste tecnologie basti ricordare quante volte nella storia industriale, non solo energetica quindi, l’allargamento del mercato di una nuova generazione di tecnologie che affianca, o addirittura rimpiazza, una precedente generazione abbia generato improvvise accelerazioni, appunto storiche, nella ‘normale’ curva di discesa dei prezzi. Quello di cui c’è bisogno in questa fase è proprio di uno sviluppo in senso ‘innovation intensive’ del sistema energetico nazionale.

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