Per la IEA nel 2050 il solare prima fonte nel mix elettrico mondiale

Nel 2050 il fotovoltaico potrebbe contribuire per il 16% della domanda elettrica mondiale, mentre un altro 11% potrebbe venire dal solare termodinamico.

01/10/2014
Per la IEA nel 2050 il solare prima fonte nel mix elettrico mondiale

Nel 2050 il solare peserà per la fetta più grande del mix elettrico mondiale, superando fossili, eolico, idroelettrico e nucleare. Il fotovoltaico infatti potrebbe contribuire per il 16% della domanda elettrica mondiale, mentre un altro 11% potrebbe venire dal solare termodinamico da impianti a concentrazione (CSP).

L'insieme di queste due tecnologie contribuirebbe alla riduzione delle emissioni climalteranti al 2050 per il 29%, prevenendo l'emissione di oltre 6 miliardi di tonnellate di anidride carbonica l'anno (vedi grafico sotto). È quanto emerge da due report appena pubblicati dalla International Energy Agency (IEA), il Technology Roadmap: Solar Thermal Electricity e il Technology Roadmap: Solar Photovoltaic Energy (vedi allegati in basso).

“Il dispiegamento della tecnologia fotovoltaica finora è stato molto più veloce rispetto a quello del solare termodinamico - spiega la IEA - principalmente grazie a una imponente riduzione nei costi”. In base alle previsioni della IEA, sarà cosi anche nei prossimi anni.

Secondo il report IEA – che, sottolineano dall'Agenzia, non è una previsione ma piuttosto una roadmap - la potenza fotovoltaica cumulativa installata a livello globale supererà i 400 GW nel 2020.

Sarà la Cina a guidare la crescita con 110 GW di nuova potenza installata. Seguiranno Giappone e Germania con circa 50 GW, poi gli USA con oltre 40 GW. L'Italia e l'India si aggiudicheranno, probabilmente, il quinto e sesto posto rispettivamente con 25 e 15 GW di nuova potenza installata al 2020. A pari merito Regno Unito, Francia e Australia con circa 10 GW. La potenza FV installata a livello globale produrrà entro la fine del 2019 tra i 530 e i 580 TWh, circa il 2% del consumo globale di elettricità.

Dopo il 2030, secondo gli scenari delineati dalla IEA, le cose cambieranno. Dopo aver raggiunto quote tra il 5 e il 15% della generazione annuale di elettricità, l'elettricità da fotovoltaico inizierà a perdere valore sui mercati all'ingrosso (per via dell'effetto peak-shaving per il quale l'energia a costo marginale nullo del FV fa abbassare i prezzi di mercato nelle ore centrali della giornata). Ed è proprio a questo punto che il solare termodinamico, che conta oggi circa 4 GW di potenza installata contro i 150 GW del solare fotovoltaico, diventerà competitivo e potrà decollare.

Un ruolo determinante lo avranno i sistemi di accumulo integrati negli impianti solari a concentrazione, che consentiranno a questa tecnologia di generare l'elettricità in corrispondenza dei picchi di domanda del tardo pomeriggio e della sera, integrando in tal modo la generazione fotovoltaica. In questa fase - segnala la IEA - i principali mercati per il solare termodinamico saranno Africa, India, Medio Oriente e gli Stati Uniti.

I Report:

(Articolo a cura di QualEnergia.it)