Produzione elettrica, anche a giugno oltre il 50% è da rinnovabili

Ancora in calo i consumi elettrici e in caduta libera il termoelettrico. Le rinnovabili sono il 50,2% della produzione totale e coprono il 44,3% della domanda del mese. Il fotovoltaico produce l’11,9% del totale e copre il 10,5% della domanda elettrica. Primo semestre: le rinnovabili sono al 41% della produzione e al 35,7% sulla domanda di elettricità.

22/07/2013
Produzione elettrica, anche a giugno oltre il 50% è da rinnovabili

Anche il mese di giugno ci fornisce, grazie ai dati di Terna (pdf), un ulteriore segnale del cambiamento in atto nel mercato elettrico nazionale. Due i fattori predominanti: il continuo calo dei consumi, inferiori del 6,2% rispetto al giugno di un anno fa, e la significativa e crescente quota delle rinnovabili sul totale.

Queste, sulla produzione netta, sono risultate il 50,2% del totale (considerando che nella componente termoelettrico, almeno un terawattora è da biomasse): su una produzione di 22,7 TWh, circa 11,4 sono da fonti energetiche rinnovabili. Il superamento di oltre la metà della produzione da rinnovabili si era registrato anche a maggio 2013; per la precisione questa percentuale era stata quasi pari al 53% (11,9 su 22,5 TWh totali).

A giugno le rinnovabili nazionali hanno coperto il 44,3% della domanda del mese. Da rilevare che la produzione da solare fotovoltaico a giugno, con 2,7 TWh è risultata l’11,9% di quella totale e ha permesso di soddisfare il 10,5% della domanda elettrica mensile.

Un confronto con un anno fa è utile. Il continuo calo della domanda e del termoelettrico, congiuntamente all’aumento della produzione delle rinnovabili portano ad evidenziare che a giugno 2012 (tra parentesi la quota di giugno 2013):

  • la quota di rinnovabili sulla produzione netta è del 38,2% (50,2%)
  • la quota di rinnovabili sui consumi totali è del 33,9% (44,3%)

Anche la tabella di Terna ci aiuta in questo confronto. Come si può notare, il termoelettrico ha avuto un crollo nella produzione (-22,8%) rispetto al giugno 2012, mentre sostanziosa è la crescita di tutte le fonti rinnovabili, ad esclusione del geotermolettrico che è pressoché stabile.

Lo scorso mese la domanda di energia elettrica in Italia (25,8 miliardi di kWh), come detto, è stata inferiore del 6,2% rispetto a quella registrata a giugno dello scorso anno; un valore che, se rettificato, diventa pari a 5,2% (il dato è depurato dagli effetti di calendario e di temperatura: quest’anno si è avuto un giorno lavorativo in meno e la temperatura media mensile è stata più bassa di circa mezzo grado). La potenza massima richiesta è stata registrata giovedì 20 giugno alle ore 12 ed è stata di 52.061 MW.

A metà anno è interessante fare anche qualche confronto con il primo semestre 2012. Innanzitutto vediamo le variazioni della produzione e della domanda. Nel primo semestre 2013 la produzione netta elettrica (135,7 TWh) cala del 4,1% rispetto allo stesso periodo del 2012 e la domanda di energia elettrica, con 155,7 TWh, si contrae del 3,9% rispetto al 2012 (162,1 TWh) (a parità di calendario il valore sarebbe di -3,3%).

Nei primi sei mesi il termoelettrico crolla del 16,3%. Da record è la crescita della produzione idroelettrica (+37,9%) grazie alla buona ‘idraulicità’ del periodo, buona quelle di eolico (31,4%) e comunque importante quella fotovoltaica (15,2%).

Nel complesso le energie rinnovabili elettriche (con quel TWh/mese da biomasse inglobato nel termoelettrico) nel primo semestre hanno rappresentato il 41% della produzione elettrica nazionale e il 35,7% della domanda di elettricità.

Come era la situazione nel primo semestre 2012? (tra parentesi la quota di gennaio-giugno 2013)

  • Quota rinnovabili su produzione netta: 31,4% (41%)
  • Quota rinnovabili su consumi totali: 27,5% (35,7%)

Il fotovoltaico nel periodo gennaio-giugno 2013 ha soddisfatto il 6,85% della domanda elettrica (il 7,86% della produzione).

Infine, ad evidenziare la sofferenza del comparto delle grandi centrali elettriche alimentate a gas, colpito dal crollo della domanda elettrica imputabile alla crisi economica e dalla concorrenza delle fonti rinnovabili e anche delle centrali a carbone, ci sono i dati sui consumi di gas: in calo del 35,9% sul 2012 e del 40,1% sul 2011.

Se confrontiamo il consumo di gas per le centrali rispetto a 10 anni fa (giugno 2003), questo oggi è inferiore di oltre il 43%, nonostante i circa 20 GW di centrali a gas realizzati nell’ultimo decennio (dati Snam Rete Gas, elaborati Staffetta Quotidiana). E qui c’è tutta la disputa in atto nel mercato elettrico.

(articolo a cura di Leonardo Berlen di QualEnergia.it)