Scenari per una ripida discesa dei costi dello storage

Le batterie al litio scenderanno sotto il prezzo strategico di 100 $/kWh quando saranno installati volumi per una capacità di 1 TWh. Accadrà nel 2030 grazie ad una crescita annuale del 31%. L'analisi di Winfried Hoffmann.

08/10/2014
Scenari per una ripida discesa dei costi dello storage

Una variabile fondamentale per la crescita della generazione distribuita, quella rappresentata anche dalle cosiddette disprutive technologies ("disruptive" per la produzione energetica convenzionale, ovviamente), è il costo degli accumuli. Secondo Winfried Hoffmann, un esperto analista del settore fotovoltaico ed ex capo manager tecnico di Applied Materials, i costi dello storage, in base alla sua elaborazione della curva di apprendimento, potrebbero ridursi del 7% all’anno. E Hoffmann in tempi non sospetti aveva ben valutato anche l’evoluzione futura dei costi del solare. 

Intervistato da PV Magazine, Hoffmann afferma che applicando per i costi delle batterie agli ioni di litio lo stesso metodo utilizzato per i moduli FV si riesce a dimostrare che la loro riduzione è di circa il 15-20% per ogni raddoppio della produzione. Ricordiamo che un modulo FV nel 2000 costava per watt tra 5 e 6 $, mentre nel 2014 è arrivato ai 0,5-0,6 $/W.

Nella relazione presentata recentemente ad Amsterdam nel corso di EU PVSEC, Hoffmann ritiene che le batterie al litio per i veicoli elettrici riusciranno a scendere sotto il prezzo strategico dei 100 $ per kWh di capacità allorché saranno installati nel mondo volumi per una capacità cumulativa di almeno 1 TWh (terawattora) (a lato il grafico della curva di apprendimento per le batterie al litio, a cura di W. Hoofmann).

Al momento le batterie per le auto elettriche rappresentano una capacità di accumulo totale di circa soli 7 GWh. Ma con una crescita annuale del 31%, quell’obiettivo potrà essere raggiunto già nel 2030. Per l’esperto questo sviluppo è abbastanza realistico alla luce del fatto che, ad esempio, la potenza fotovoltaica tra il 2000 e il 2010 è cresciuta in media del 41% ogni anno, con un raddoppio quindi in poco più di 2 anni.

Una batteria al litio per auto nel 2012 costava circa 520 $/kWh e almeno un terzo era da attribuire all’involucro (packaging), mentre il resto, cioè 340 $, era speso per le celle, spiega l’analista. Entro il 2020 il costo del packaging però scenderà a 50 $, ed entro il 2030 calerà molto di più, almeno di un’altra metà (vedi grafico sotto, a cura di W. Hoffman).

Nella sua analisi Hoffmann considera un tipico uso della batteria intorno all’80% e un numero di cicli di carica e scarica pari 5mila: da qui stima che il costo dell’elettricità stoccata potrà scendere da 0,20 €/kWh (0,25 $) del 2012 a 0,05 €/kWh (0,06 $) nel 2030. Inoltre, con un costo dell’elettricità solare che intanto potrebbe arrivare 0,05-0,10 €/kWh, per una famiglia sarebbe molto più conveniente consumare il kWh generato con il proprio impianto solare, e quindi appordare ad un autoconsumo spinto, anziché acquistarlo dalla rete.

Addirittura questa produzione di energia elettrica rinnovabile distribuita potrà avere costi inferiori a quella dei nuovi impianti nucleari e delle centrali a carbone con sequestro e stoccaggio della CO2 (CCS).

Questi dati ci dicono che lo 'smottamento' dell'attuale struttura energetica è in vista, se non già avviato, come avvertono molti studi apparsi negli ultimi mesi.

(Articolo a cura di QualEnergia.it)