Teleriscaldamento in Danimarca, più raffreddi e meno paghi

Un esempio virtuoso di efficienza energetica negli usi finali e nella produzione in una rete di teleriscaldamento in Danimarca. L'incentivo: una tariffa agevolata di acquisto del calore per quei consumatori in grado di abbassare la temperatura di ritorno. Proprio il coinvolgimento diretto dei consumatori è stato il segreto del successo.

10/06/2013
Teleriscaldamento in Danimarca, più raffreddi e meno paghi

Una rete di teleriscaldamento che funzioni a basse temperature consente di ridurre le perdite di calore e risulta più flessibile sulle fonti energetiche necessarie per alimentarla. Nel 2008, la utility di teleriscaldamento danese di Braedstrup ha pensato di perseguire questo scopo coinvolgendo in prima persona i suoi clienti. A dire il vero, l’operazione è risultata possibile anche perché, trattandosi di una società ad assetto cooperativo, la utility è di proprietà degli utenti stessi.

Dal punto di vista economico, i calcoli effettuati avevano mostrato che, per ogni °C di abbassamento della temperatura di ritorno sulla rete di teleriscaldamento, la utility avrebbe potuto conseguire un risparmio di 0,55 € per unità di energia consegnata all’utenza. Ciò è stato messo in pratica utilizzando una regolazione automatica che consente di assicurare, in corrispondenza di qualsiasi oscillazione della temperatura di ritorno, una temperatura di 60 °C all’utenza. A oggi, le temperature di mandata e ritorno nella rete di Braedstrup sono di 68 °C e 35 °C in estate e di 75 °C e 34 °C nella stagione invernale.

Si tratta di valori che, purtroppo, quasi mai si riscontrano nelle reti di teleriscaldamento in Italia che presentano, invece, campi operativi sensibilmente più alti. Le inevitabili conseguenze sono: maggiori perdite di calore verso l’ambiente esterno e ostacoli tecnico-economici all’impiego di fonti rinnovabili nelle centrali di produzione.

L’aspetto più interessante di questa iniziativa, però, è l’incentivo che la utility prevede affinché i clienti collaborino per raggiungere il risultato: una tariffa agevolata di acquisto del calore per quei consumatori in grado di abbassare la temperatura di ritorno, misurata mensilmente e, poi, come media annuale tramite un apposito contatore. Se un cliente fa ritornare il calore al di sotto dei 30 °C, risparmia 0,55 € per ogni MWh consumato per ogni °C che riesce a ridurre. Viceversa, il consumatore poco efficiente, che restituisce il calore a più di 35 °C, deve pagare una addizionale di 0,55 €/MWh per ogni °C in esubero.

Più facile a dirsi che a farsi. Come può un consumatore abbassare la temperatura di ritorno? La utility di Braedstrup ha promosso questo progetto tramite una massiccia campagna di informazione, distribuendo ai suoi clienti una brochure informativa sulle possibili azioni da mettere in pratica. Innanzitutto, un corretto comportamento nella gestione del calore consente di incrementare l’efficienza e, quindi, abbassare la temperatura alla quale l’energia termica viene restituita alla rete. Utilizzo le valvole termostatiche per regolare i termosifoni? Spengo i radiatori nelle stanze non frequentate? Lascio liberi i radiatori da schermature che prevengano la corretta trasmissione del calore?

La brochure riporta poi, in modo molto trasparente, degli esempi di risparmio per ogni famiglia in grado di garantire un uso efficiente dell’energia termica, con stime economiche e anche con una metafora visiva davvero efficace: quanti camion di combustibile risparmio e faccio risparmiare alla utility con una temperatura di ritorno più contenuta?

Il supporto, però, non si ferma qui. Personale specializzato della utility visita le abitazioni e le altre utenze, solitamente ogni due o tre anni, per verificare lo stato dei radiatori e del sistema di distribuzione e anche per suggerire interventi di efficientamento a basso costo. Il circolo virtuoso è chiuso tramite un ultimo passo: la utility garantisce prestiti a tasso agevolato per i clienti che vogliano poi implementare questi interventi, garantendo così un pacchetto completo capace di seguire il consumatore dalla A alla Z.

A questo punto, è quasi superfluo osservare che la utility di Braedstrup non si è limitata ai soli interventi “vicino al contatore”, ma ha agito pesantemente anche sul lato produzione, installando un impianto solare con superficie di quasi 19.000 m2 e dotato di un accumulo di calore su base stagionale (per maggiori informazioni sul teleriscaldamento solare: www.solar-district-heating.eu). Per massimizzare l’uso di risorse locali, infine, lo strato isolante dell’accumulo è stato realizzato tramite gusci di frutti di mare dell’industria ittica autoctona e la risorsa geotermica non è stata trascurata, installando una pompa di calore integrativa.

(a cura di Riccardo Battisti – Ambiente Italia srl)