Tutti d'accordo, ripresa economica è anche riqualificazione edilizia

L'ANCE stima che un sistema di misure per la riqualificazione dell'edilizia porterebbe investimenti per 48 miliardi, con la creazione di 250mila posti di lavoro. La risoluzione “bipartisan” su misure a favore della riqualificazione degli edifici presentata dalle Commissioni Finanza e Ambiente della Camera. Ora serve il governo.

26/09/2013
Tutti d'accordo, ripresa economica è anche riqualificazione edilizia

Oltre 48 miliardi di euro sarebbe l’impatto sull'intera economia delle misure sulla casa e sull'edilizia in genere, con la creazione di 250mila posti di lavoro. Questa la stima che fa l'ANCE, l’Associazione nazionale costruttori edili.

Secondo l’associazione le misure già varate a sostegno del settore edile (pagamenti PA, potenziamento delle agevolazioni fiscali su ristrutturazioni e risparmio energetico, anticipazione obbligatoria del 10% sui lavori pubblici, abolizione IMU sui fabbricati invenduti dalle imprese e misure per il rilancio dei mutui) avranno sull'intera economia una ricaduta complessiva di 19,4 miliardi nel biennio 2013-2014.

Tuttavia - sottolineano i costruttori - prevedendo nella prossima legge di stabilità, insieme alle norme già varate, una prima tranche di 5 miliardi di investimenti infrastrutturali, parte di un piano straordinario di rilancio delle infrastrutture, a partire dalle scuole e dalla manutenzione del territorio da realizzare nei prossimi 5 anni per un ammontare complessivo di 70 miliardi, e ancora il pagamento di ulteriori 10 miliardi di debiti pregressi alle imprese di costruzioni e con la messa a regime degli incentivi del 50 e 65%, si otterrebbe nel biennio 2013-2014 una ricaduta sull'economia di 48 miliardi e la creazione di 250mila posti di lavoro.

Una recente analisi di ANCE sugli interventi nell’edilizia scolastica mette in inoltre in evidenza come sia necessario anche programma di riqualificazione di questa tipologia di edifici. Servirebbe varare un programma di sostituzione edilizia per almeno 15mila scuole. Interventi che comprendono anche la riqualificazione energetica e gli adeguamenti funzionali degli edifici esistenti. Queste azioni dovrebbero rappresentare per ANCE un elemento centrale di un più ampio programma prioritario di investimenti infrastrutturali, da definire già nell’ambito della prossima legge di stabilità, per sostenere in modo consistente la ripresa e la crescita dell’economia e di determinare un rilevante aumento di occupazione. Investimenti che, spiega l’associazione, devono essere tenuti fuori dal ‘patto si stabilità interno’.

Intanto nelle Commissioni riunite Finanze e Ambiente della Camera dei Deputati è stata presentata lo scorso 16 settembre una Risoluzione “bipartisan” (n. 7-00090) sulle misure a favore della riqualificazione degli edifici esistenti.

Con l'Atto di indirizzo viene formalmente chiesto l'impegno del Governo a rafforzare le politiche ambientali e di sostegno dell’edilizia di qualità, anche nell’ottica del perseguimento di quello sviluppo sostenibile sostenuto a livello globale e su cui l’Italia ha assunto impegni precisi anche nella recente Conferenza dell’ONU «Rio+20», assumendo iniziative urgenti dirette alla messa in sicurezza e alla riqualificazione energetica del patrimonio edilizio nazionale, privato e pubblico, in particolare prevedendo nel disegno di legge di stabilità per il 2014 specifiche norme dirette a:

  • dare stabilità all’ecobonus, cioè l’agevolazione fiscale del 65% prevista dall’art. 14 del DL 63/2013;
  • inserire l’ecobonus all’interno del complessivo quadro normativo in materia di agevolazioni fiscali;
  • ampliare i soggetti fruitori dell’ecobonus, includendo nell’elenco degli interventi per i quali è possibile godere di tale agevolazione fiscale:
  1. riqualificazione energetica del patrimonio di edilizia residenziale pubblica;
  2. riqualificazione energetica di edifici interi;
  3. consolidamento antisismico degli edifici ricadenti in aree ad alta pericolosità sismica che, per ragioni di tipo amministrativo, non rientrano ancora nelle zone 1 e 2 di cui all’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3274 del 20 marzo 2003;
  4. consolidamento antisismico dei beni immobili strumentali.

Ora la palla passa al governo, ancora fin troppo timido su questa importante partita economica che richiede certezza della normativa e appoggi finanziari, due elementi che sono latitanti nella attuale fase recessiva.